Una risposta del Consorzio

È veramente deprimente leggere ancora una volta su un organo di stampa (FQ Millenium) un intervento sul biologico totalmente sconnesso con la realtà dei fatti, colpevolmente denigratorio, frutto di una cultura fortemente degradata.

bruschetta bio

Non si fa alcuno sforzo per capire come stanno davvero le cose e si limita al facile gioco di spargere fango su tutti, cosa peraltro particolarmente gradita agli eventuali truffatori che non vedono l’ora di camuffarsi nel comune discredito.

Gli effetti sul settore

Peccato che in questo modo si voglia colpire un settore che sta raccogliendo successi in tutto il mondo col lavoro onesto e qualificato di decine di migliaia di aziende, con prodotti eccellenti e con garanzie che vengono apprezzate dovunque (ricordiamo le autorizzazioni internazionali che molti organismi di certificazione hanno) tranne che da alcuni denigratori di professione nostrani.

Fa specie, a questo riguardo, che a questa lista si sia aggiunta, negli ultimi tempi, Federbio, una Federazione di cui siamo stati soci fondatori, che abbiamo sempre sostenuto e che improvvisamente ha cominciato a descrivere il settore come se fosse popolato solo di truffatori e di portatori di oscuri interessi fino ad arrivare ad ispirare un decreto profondamente sbagliato, inutilmente persecutorio che avrà pesanti effetti soprattutto sui produttori: insomma, rende la vita impossibile agli onesti senza minimamente aumentare le barriere verso i truffatori.

Questo è stato il motivo per cui abbiamo lasciato Federbio come abbiamo sottolineato nella lettera agli associati dell’agosto scorso, precisando ed in seguito mantenendo la promessa, che questo non sarebbe stato l’inizio di un periodo di polemiche di cui non c’era davvero bisogno.

Equilibrio e non conflitto di interessi

Per quanto riguarda il presunto conflitto di interessi, siamo di fronte ad un racconto mistificato fatto apposta per propinarlo a consumatori che volutamente non sono messi in grado di valutare tutti gli aspetti.               Innanzi tutto questo è un tema fortemente regolamentato fin dall’inizio di tutti i tipi di certificazione perché gli organismi deputati a questa attività sono privati con varie forme proprietarie, ciascuna delle quali merita di essere valutata sotto questo aspetto. Per quanto riguarda le forme associate di produttori (non i produttori, come si dice mentendo), esse non generano conflitto, anzi l’interesse generale prevale sul particolare per cui quello che si viene a chiedere è una certificazione credibile fatta da un organismo con una grande reputazione nazionale ed internazionale per supportare la commercializzazione dei prodotti sui mercati mondiali. Tutto questo comunque viene sempre e costantemente verificato dagli enti (Ministeri dei vari paesi, Enti di accreditamento) previsti dalla normativa.