Le filiere aiutano il biologico a crescere

La newsletter di Consorzio il Biologico esce in occasione di SANA, il salone del biologico e naturale, dal 9 al 12 settembre 2016 a Bologna. Presentiamo qui sotto un estratto dell’intervista con Lino Nori, presidente del Consorzio.

uva traliciVeniamo da una serie di annate di crescita, anzi di impennata, per i consumi del biologico, in tutto il mondo, e in Italia. Nori, la domanda è: cosa succede ora?

LINO NORI: Produzione, consumi, numero di persone e famiglie che acquistano regolarmente prodotti biologici aumentano di anno in anno. Cosa succede ora è molto semplice: se la domanda cresce in questo modo, l’offerta deve seguirla, anzi anticiparla.

Quindi la produzione deve espandersi e diffondersi.

LINO NORI: E deve farlo subito, per tre motivi. Il primo è che la materia prima deve essere italiana. Non per campanilismo, ma perché l’Italia è di gran lunga il primo paese esportatore di bio: se vuole tenere alta la sua qualità e la sua fama il Made in Italy deve essere italiano. Secondo motivo è che il biologico crea valore: una filiera agricola trova nel bio uno straordinario strumento di valorizzazione, di cui l’agricoltura convenzionale non può godere. In ultimo, ma non meno importante: dove c’è abbondanza di materia prima, c’è meno rischio di frodi: finora i casi, isolati, sono spesso imputabili alla difficoltà di reperire forniture sufficientemente tracciabili e sicure.

I motivi sono chiari. Ma come si fa a metterli in pratica? Da dove si deve partire?

LINO NORI: Dalle filiere, naturalmente. Le aziende che vogliono entrare nel biologico hanno bisogno di impegni e investimenti di lungo periodo, che solo un accordo di filiera può garantire. Continuità, fiducia acquistano così un valore economico e relazionale senza pari: con le filiere che funzionano prezzi e rapporti sono più equi e più solidi e i prodotti e le materie prime sono più tracciabili.

In uno scenario di questo tipo che ruolo può avere il Consorzio?

LINO NORI: Il Consorzio, come ente associativo di produttori, ha sempre cercato di favorire accordi di questo genere. Mettere insieme soggetti diversi è un po’ quello che facciamo quando organizziamo esposizioni collettive alle fiere. Anche per questo SANA 2016 avremo una ventina di aziende tra padiglione alimentare e cosmesi, tre convegni di cui uno proprio dedicato a una delle filiere più importanti del bio, quella dell’ortofrutta.