La tavola rotonda sul Piano strategico per il biologico

Venerdì 27 maggio in occasione dell’Assemblea di bilancio 2016, Consorzio il Biologico con CCPB ha organizzato la tavola rotonda “Il biologico tra Piano di Azione Nazionale e mercato”, presso l’Hotel City di Senigallia (AN).

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“Il Piano di Azione Nazionale (PAN) per lo sviluppo del sistema biologico, presentato dopo Expo dal Ministero delle Politiche agricole, è fondamentale per le aziende del bio” ha spiegato in apertura della giornata Lino Nori, presidente di Consorzio il Biologico: “fino a qualche anno fa si diceva che l’Italia è un grande produttore di bio, ora che sta diventando anche un paese di consumatori la produzione deve crescere ulteriormente”.

Secondo Fabrizio Piva, amministratore delegato CCPB: “il PAN interviene sia per facilitare le produzioni, sia, ce lo auguriamo, per migliorare e semplificare il sistema di controllo e certificazione, che a oggi funziona e gode della fiducia dei consumatori”.

Il moderatore Marco Menghini, agronomo e consulente scientifico di Linea Verde RaiUno, ha esordito sottolineando proprio “l’importanza del consumatore come destinatario del PAN”, il cui scopo è appunto “far funzionare meglio ciò che già funziona”, e fare in modo che chi acquista bio sia consapevole del valore ambientale e sociale, non solo economico, della propria spesa.

Tra i relatori il primo a parlare è stato Francesco Giardina di SINAB (Sistema di informazione nazionale sull’agricoltura biologica), che ha illustrato il PAN mettendo in evidenza come “la crescita del mercato del bio è stata impressionante, il problema è ora che l’offerta, e quindi la produzione, che deve stare al passo con la domanda”. Se la “preoccupazione è non perdere questa spinta e questa opportunità, il PAN mette tra i suoi ambiziosi obiettivi entro il 2020 un aumento del 50% delle superfici coltivate bio, e un più 30% di fatturato del mercato italiano”.

Silvia Zucconi, coordinatore area agricoltura e industria alimentare di Nomisma, ha approfondito ulteriormente i successi del mercato citando alcuni dati:

  • il 69% della famiglie italiane (2,5 milioni in più rispetto al 2014), ha acquistato prodotti biologici almeno una volta negli ultimi 12 mesi
  • il 69% delle famiglie è frequent user, cioè acquista bio almeno una volta alla settimana (42%) e ogni giorno o quasi (27%)
  • il 49% cita come motivazione principale delle sue scelte di consumo bio “la sicurezza per la salute grazie all’assenza di pesticidi e chimica di sintesi”

Raffaele Zanoli, professore ordinario di Economia ed Estimo Rurale all’Università Politecnica delle Marche, ha proposto una vasta analisi dello scenario presente e futuro, in cui tra le altre cose ha espresso la necessità di “una programmazione di filiera, indispensabile per aumentare la produzione”, e di “risorse economiche adeguate, e che ora non ci sono, per la ricerca e la sperimentazione soprattutto per le fasi agricole e di trasformazione”.

Le conclusioni della giornata sono state affidate a Leonardo Valenti della Regione Marche, che oltre a ripercorrere la storia regionale del bio, che ha avuto un’importanza nazionale, ha ricordato le misure previste del PSR per finanziare l’agricoltura biologica.

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