CCPB e IMC per un organismo di certificazione più forte

La loro unione è destinata a cambiare per sempre l’assetto dell’intero sistema del comparto biologico italiano, e non solo: l’aggregazione tra il CCPB srl e l’Istituto Mediterraneo di Certificazione (IMC) darà infatti vita a un organismo di certificazione altamente qualificato e di elevata specializzazione, unico all’interno del panorama nazionale e internazionale.

Si tratta di una fusione strategica di carattere virtuoso, realizzata unicamente con lo scopo di ottimizzare e sviluppare asset e competenze ai massimi livelli d’eccellenza e operatività. È la prima volta che – in Italia, in questo settore – due società di tale importanza decidono di unire le proprie forze per garantire la tutela di tutti i sistemi produttivi che credono nell’attività di ispezione e certificazione come elemento di qualificazione dei propri servizi e dei prodotti.

Si ufficializza così il vincolo inscindibile tra due realtà leader del comparto bio italiano, la cui partnership è iniziata più di 10 anni fa sviluppando sinergie e condividendo strategie prevalentemente nel settore dell’agroalimentare biologico, ma che ora insieme creano un nuovo player destinato a giocare un ruolo determinante e di primissimo piano in un campo in continua espansione ed evoluzione dinamica.

Qui potete leggere una rassegna stampa della notizia.

Stefano Curone (TG1), Remo Ciucciomei (IMC), Lino Nori (Consorzio il Biologico), Fabrizio Piva (CCPB)

Stefano Curone (TG1), Remo Ciucciomei (IMC), Lino Nori (Consorzio il Biologico), Fabrizio Piva (CCPB)

Fondata nel 1995, IMC è un’azienda privata in possesso di autorizzazioni pubbliche e di accreditamenti internazionali per lo svolgimento di attività di certificazione per i settori dell’Agricoltura, dell’Agro-Alimentare, della Ristorazione, del Turismo e delle Denominazioni di Origine dei Vini di Qualità nata dall’esperienza della Associazione Marchigiana Agricoltura Biologica (AMAB). CCPB srl è invece un organismo di ispezione e certificazione fondato nel 1988 da un gruppo di aziende operanti nei settori della produzione, della trasformazione e della distribuzione di prodotti agricoli e alimentari ottenuti con il metodo dell’agricoltura biologica, con lo scopo di fornire le migliori garanzie ai consumatori e al mercato; l’attività di certificazione oggi riguarda anche prodotti “no food” ottenuti nell’ambito della produzione biologica e in quella eco-compatibile, comparti in cui CCPB è attivo quali il settore del tessile, della cosmesi, della detergenza e in quello delle aree verdi coltivate con metodi biologici.

La nuova realtà – denominata semplicemente CCPB – si impone da subito come il primo organismo di certificazione italiano nel settore biologico per fatturato in termini di prodotti certificati, ma anche per dimensioni e importanza delle aziende certificate, con un’ampia gamma di servizi incentrati sulla sostenibilità di processi e prodotti.

In vista del forte impatto che stanno già esercitando le tematiche messe a fuoco da EXPO 2015 – “Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita” – nel futuro prossimo un nuovo player come CCPB si candida dunque a essere protagonista assoluto di un comparto in forte crescita come quello della produzione biologica italiana, che registra 3 miliardi di euro di fatturato totale (1,2 miliardi di euro sul fronte export), che nel 2012 ha evidenziato l’aumento del 3% di operatori e del 6,4% di ettari di superficie di terreno coltivato e che nei primi 10 mesi del 2013 ha visto la crescita del 7,5% di acquisti di cibi bio confezionati (trend perlatro confermato in tutto l’ultimo decennio).

Nell’orbita del “nuovo” CCPB rientrano circa 9000 aziende certificate, 80% delle quali certificate per il solo settore biologico (tra queste affermati gruppi dell’industria agroalimentare, grande distribuzione, piccole e medie imprese); a fronte di tali numeri, si stima che circa un terzo del fatturato complessivo del comparto biologico italiano verrà certificato dal nuovo CCPB.

Sul fronte internazionale, CCPB è autorizzato e accreditato per certificare prodotti bio nell’Unione Europea (in conformità al regolamento CE 834/2007) e per offrire alle aziende agroalimentari la certificazione necessaria per esportare in Usa, Giappone, Canada, Svizzera, Brasile, Corea e tutti i più importanti mercati internazionali. È inoltre un organismo riconosciuto dalla Commissione UE a certificare in equivalenza al Reg CE 834/2007 prodotti biologici per i principali Paesi della macroarea mediterranea, dell’Asia (Cina compresa) e dell’America Latina.

Il nuovo CCPB, che raccoglie l’eredità mediterranea costruita grazie alla felice intuizione di IMC, assumerà così il ruolo di capogruppo delle 5 società di certificazione sparse nel Mediterraneo e autorizzate dai rispettivi Ministeri dell’Agricoltura: IMC Egitto, IMC Tunisia, IMC Turchia, IMC Libano e IMC Marocco.

Ma dati estremamente incoraggianti arrivano anche sul versante delle prospettive future. Attualmente CCPB e IMC ogni anno sostengono complessivamente costi per analisi di laboratorio di circa 200.000 euro; circa il 10% del loro fatturato totale (che attualmente si aggira intorno agli 8 milioni di euro) viene destinato a investimenti in Ricerca e Sviluppo, al fine di offrire ulteriori opportunità negli ambiti della formazione, della nascita di nuovi servizi e di schemi di certificazione in grado di far fronte a un mercato in continua evoluzione.

L’unione di queste due realtà permetterà dunque di aumentare le risorse riservate anche a questo contesto, nel quadro dell’attività globale di un nuovo organismo in grado di ridisegnare le linee future della certificazione nel settore biologico e di sostenerne i principi di qualità, innovazione e credibilità nel settore della certificazione di prodotto ed in particolare nell’ottica della sostenibilità. Perché la certificazione migliora la qualità del prodotto e il suo impatto ambientale, assicura la sicurezza alimentare, rende più efficiente e virtuoso il processo produttivo, ma costituisce anche un insostituibile servizio di garanzia e fiducia verso i consumatori.

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